grazie ragazzi, continuate così, get up stand up
molte persone pensano di avere cose importanti da fare, e non possono perder tempo a manifestare per i propri diritti, come se non fosse la cosa più importante che gli resta!!!! ...don't give up the fight...
venerdì 10 ottobre 2008
6 Novembre SASCHALL Firenze
Ragazzi il 6 Novembre alle 21:00 al saschall di Firenze si esibisce Sabina Guzzanti, con il "Vilipendio Tour" prezzi 25-30-35 euri (si un po' caro, ma meno rispetto a Bologna e Genova, ovviamente x ora niente Pisa e Livorno, ma speriamo...) cmq vi metto il link (qui)
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giovedì 9 ottobre 2008
TgNG
Troppo bello, non potete perderlo, mi ricorda in qualche modo Luttazzi, quando lavorava con la Gialappas e faceva il telegiornale, cmq sono anticlericali, antistatunitensi(la parte repubblicana!!), antipsiconano, insomma sono svegli, e non hanno permesso che la Tv gli atrofizasse i neuroni, in questo momento drammatico per l'italia con la democrazia a rischio, l'università a rischio(Dl133 art.16), la sanità a rischio, l'alitalia regalata ad alcuni imprenditori amici dello psiconano, il silenzio sulla spazzatura che ancora c'è ma..non si dice, i pestaggi verso ragazzi di colore, intransigenze verso gli immigrati...insomma, in mezzo a questi maledetti e ripugnanti rigurgiti fascisti, facciamoci 2 sane, sincere, e un po' impegnate risate
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mercoledì 8 ottobre 2008
I discorsi di Winston Churchill
Un grande condottiero, è in grado di tirar fuori dalla sua gente forza inimmaginabile, sopportazione senza limiti, attaccamento alla causa, volgia di combattere e poi un punto di appoggio, quando tutto intorno non c'è più nulla, quando le certezze di una vita si sgretolano... il più famoso esempio è quello dell'Inghilterra durante il secondo conflitto mondiale, dove la Germania sembrava incontrastabile, e dove per la prima volta si paventava l'invasione delle isole britanniche da parte di uno stato nemico, Churchill , spesso alla radio teneva discorsi al suo popolo, dove spiegava cosa succedeva, perchè succedeva, quando, ma soprattutto non facendo sentire le persone sole, allo sbando, ma anzi motivando alla grande ogni abitante, facendo capire che tutti insieme avrebbero potuto resistere o vincere, ma che di sicuro non si sarebbero fatti calpestare..ma sentiamo un brano di un discorso dopo una sconfitta:
leggete cosa scrive quando gli u.s.a. non sono ancora entrati in guerra, il Belgio è allo sbando e la Francia in grosse difficoltà, gli Inglesi sono praticamente da soli a guardarsi dai tedeschi nazisti che vogliono invadere l'isola:
"Combatteremo in Francia, combatteremo sui mari e sugli oceani, combatteremo con fiducia crescente e con crescente forza nel cielo, difenderemo la nostra isola, a qualunque costo, combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui campi d'aviazione, combatteremo nei campi, e nelle strade, combatteremo nelle colline; non ci arrenderemo mai. E anche se, cosa che non credo per un istante, quest'isola o una grossa parte di essa dovesse essere soggiogata o affamata, allora il nostro Impero d'oltremare, armato e guidato dalla Flotta britannica, porterebbe avanti la lotta, fino a che, quando Dio vorrà, il nuovo mondo, con tutta la sua forza e la sua potenza, interverrà a salvare e a liberare quello vecchio." ...in inglese la parte finale suona così: "...We shall never surrender" ...emozionante... "Hitler sa che dovra sottomettere noi su quest'isola, o perdere la guerra. Se noi possiamo resistergli, tutta l'Europa potra essere libera e la vita del mondo potrà avanzare verso altipiani più vasti illuminati dal sole. Ma se falliremo, allora il mondo intero(..)sprofonderà nell'abisso di una nuova Era Oscura(..) sinistra (..) e distorta(..). Accingiamoci dunque al nostro dovere, e comportiamoci in modo che, se l'impero britannico durasse per un millennio, gli uomini diranno sempre: "Quella fu la loro ora più bella" "
Sono tutti brani bellissimi, ma per ora basta, a presto.
leggete cosa scrive quando gli u.s.a. non sono ancora entrati in guerra, il Belgio è allo sbando e la Francia in grosse difficoltà, gli Inglesi sono praticamente da soli a guardarsi dai tedeschi nazisti che vogliono invadere l'isola:
"Combatteremo in Francia, combatteremo sui mari e sugli oceani, combatteremo con fiducia crescente e con crescente forza nel cielo, difenderemo la nostra isola, a qualunque costo, combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui campi d'aviazione, combatteremo nei campi, e nelle strade, combatteremo nelle colline; non ci arrenderemo mai. E anche se, cosa che non credo per un istante, quest'isola o una grossa parte di essa dovesse essere soggiogata o affamata, allora il nostro Impero d'oltremare, armato e guidato dalla Flotta britannica, porterebbe avanti la lotta, fino a che, quando Dio vorrà, il nuovo mondo, con tutta la sua forza e la sua potenza, interverrà a salvare e a liberare quello vecchio." ...in inglese la parte finale suona così: "...We shall never surrender" ...emozionante... "Hitler sa che dovra sottomettere noi su quest'isola, o perdere la guerra. Se noi possiamo resistergli, tutta l'Europa potra essere libera e la vita del mondo potrà avanzare verso altipiani più vasti illuminati dal sole. Ma se falliremo, allora il mondo intero(..)sprofonderà nell'abisso di una nuova Era Oscura(..) sinistra (..) e distorta(..). Accingiamoci dunque al nostro dovere, e comportiamoci in modo che, se l'impero britannico durasse per un millennio, gli uomini diranno sempre: "Quella fu la loro ora più bella" "
Sono tutti brani bellissimi, ma per ora basta, a presto.
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martedì 7 ottobre 2008
Basket
Wow, martedì prossimo inizia il campionato, finalmente un po' di sano agonismo!! Sì io ho bisogno di agonismo, mi serve per evitare di far cazzate, è come sfogare degli istinti primordiali, anzichè attaccando briga con chiunque capiti a tiro, sul campo, con regole precise, con qualcosa in palio. Gioco a pallacanestro da quando sono piccolo, ma non sono bravo, e non ho neanche la scusa di essermi rotto il ginocchio, da usare come paravento, per giustificare l'assenza del mio nome dall'NBA, se proprio devo ricercare una causa per il mio giocar male, forse risiede nel fatto che da piccolo ero più alto della media e "si credeva" che diventassi abbastanza alto da giocare sotto canestro, mi hanno così insegnato i movimenti del post ( giocatore che sta di ruolo molto vicino al canestro e deve essere alto) grande errore, perchè poi gli altri hanno continuato a crescere, ed io mi sono fermato a 180 cm (di cui sono orgoglioso) e come ruolo sono una guardia (posizione in campo accanto al play) e non ho però alcune delle caratteristiche che dovrei possedere per stare in quella zona del campo, cioè tiro dalla lunga distanza, tiro dalla media, (% basse) e un buon passaggio, per liberare al tiro i compagni, inoltre sarei leggermente migliore nelle penetrazioni, ma i kg in più mi frenano, insomma ho solo grinta, esperienza e una buona difesa (il culo basso aiuta!!!!) e per questo riesco a ritagliarmi il mio piccolo spazio... cmq se non altro faccio un po' di sport con amici ed è divertente, martedì e giovedì al "Palacolle" , sulla destra trovate il link al blog della squadra, quest'anno come obbiettivo abbiamo i play off, forse siamo un po' leggeri sotto canestro, ma se riusciamo a usare bene il contropiede, fottiamo tutti, vi terrò aggiornati!! obbiettivi personali, 6 punti di media a partita ce la posso fare, soprattutto se perdo 5 kg già 1 è andato :)
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lunedì 6 ottobre 2008
I have a dream
Martin Luther King, premio Nobel per la pace nel 1964, era un attivista politico statunitense, non violento che si betteva per l'uguaglianza e quindi per la parità dei diritti tra le varie etnie degli u.s.a. nel '63 ci fu una grande manifestazione alla cui conclusione a Washington, pronunciò il celebre discorso "I have a dream" di cui sopra avete un piccolo estratto..quando ad una giusta causa (contenuto)
«I have a dream: that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed:We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal»
«Ho un sogno: che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo:"Riteniamo queste verità di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali"»
si unisce una forma valida, la potenza della lotta è devastante...negli anni'50/'60 negli u.s.a. per i "neri" era difficile condurre una vita come un "bianco" ma dopo quel giorno le cose cambiarono, vediamo dei brani in italiano di quel discorso, al quale una folla oceanica assistette (traduzione di Tania Gargiulo)
«Oggi sono felice di essere con voi in quella che nella storia sarà ricordata come la più grande manifestazione per la libertà nella storia del nostro paese...Sono passati cento anni, e la vita dei neri é ancora paralizzata dalle pastoie della segregazione e dalle catene della discriminazione.
Sono passati cento anni, e i neri vivono in un’isola solitaria di povertà, in mezzo a un immenso oceano di benessere materiale.
Sono passati cento anni, e i neri ancora languiscono negli angoli della società americana, si ritrovano esuli nella propria terra...Adesso é il momento di risollevarci dalla valle buia e desolata della segregazione fino al sentiero soleggiato della giustizia razziale...In America non ci sarà né riposo né pace finché i neri non vedranno garantiti i loro diritti di cittadinanza.
I turbini della rivolta continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione finché non spunterà il giorno luminoso della giustizia.
* Ma c’é qualcosa che devo dire al mio popolo, fermo su una soglia rischiosa, alle porte del palazzo della giustizia: durante il processo che ci porterà a ottenere il posto che ci spetta di diritto, non dobbiamo commettere torti.
Non cerchiamo di placare la sete di libertà bevendo alla coppa del rancore e dell’odio.
Dobbiamo sempre condurre la nostra lotta su un piano elevato di dignità e disciplina.
Non dobbiamo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica...E quando questo avverrà, quando faremo riecheggiare la libertà, quando la lasceremo riecheggiare da ogni villaggio e da ogni paese, da ogni stato e da ogni città, saremo riusciti ad avvicinare quel giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, protestanti e cattolici, potranno prendersi per mano e cantare le parole dell’antico inno: "Liberi finalmente, liberi finalmente.»
si unisce una forma valida, la potenza della lotta è devastante...negli anni'50/'60 negli u.s.a. per i "neri" era difficile condurre una vita come un "bianco" ma dopo quel giorno le cose cambiarono, vediamo dei brani in italiano di quel discorso, al quale una folla oceanica assistette (traduzione di Tania Gargiulo)
«Oggi sono felice di essere con voi in quella che nella storia sarà ricordata come la più grande manifestazione per la libertà nella storia del nostro paese...Sono passati cento anni, e la vita dei neri é ancora paralizzata dalle pastoie della segregazione e dalle catene della discriminazione.
Sono passati cento anni, e i neri vivono in un’isola solitaria di povertà, in mezzo a un immenso oceano di benessere materiale.
Sono passati cento anni, e i neri ancora languiscono negli angoli della società americana, si ritrovano esuli nella propria terra...Adesso é il momento di risollevarci dalla valle buia e desolata della segregazione fino al sentiero soleggiato della giustizia razziale...In America non ci sarà né riposo né pace finché i neri non vedranno garantiti i loro diritti di cittadinanza.
I turbini della rivolta continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione finché non spunterà il giorno luminoso della giustizia.
* Ma c’é qualcosa che devo dire al mio popolo, fermo su una soglia rischiosa, alle porte del palazzo della giustizia: durante il processo che ci porterà a ottenere il posto che ci spetta di diritto, non dobbiamo commettere torti.
Non cerchiamo di placare la sete di libertà bevendo alla coppa del rancore e dell’odio.
Dobbiamo sempre condurre la nostra lotta su un piano elevato di dignità e disciplina.
Non dobbiamo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica...E quando questo avverrà, quando faremo riecheggiare la libertà, quando la lasceremo riecheggiare da ogni villaggio e da ogni paese, da ogni stato e da ogni città, saremo riusciti ad avvicinare quel giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, protestanti e cattolici, potranno prendersi per mano e cantare le parole dell’antico inno: "Liberi finalmente, liberi finalmente.»
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